(L) L'Eremo di Lecceto

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«... Così che dopo che fossi stato reso mite
leggendo le Tue Scritture
e le mie ferite si fossero rimarginate
sotto la cura della tua mano
imparassi a distinguere che differenza c’è
tra la presunzione e il riconoscimento».
Sant’Agostino, Confessioni VII, 20, 26
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Prezzo:
Prezzo di vendita: 18,00 €
Descrizione

 

L’EREMO DI LECCETO

Guida storico-artistica

A cura delle monache agostiniane dell'Eremo di Lecceto - Siena

Edizioni cantagalli, Siena 2011

Formato: 210x148 mm

Pagine: 272

 

 

Invito alla lettura

Questa guida dell’Eremo di Lecceto, composta da una delle monache dell’Eremo di Lecceto, si basa su studi ed articoli riguardanti l’Eremo già conosciuti, ai quali ci siamo riferiti nell’intento di ricostruire un tracciato della storia che lo ha costituito. Cercando di ripercorrere la storia di Lecceto ci è stato dato di poterne incontrare il cuore ed il profondo senso spirituale che animava l’esperienza, la ricerca di Dio e la preghiera dei frati eremiti che ci hanno preceduto.

L’intuizione e la coscienza del valore della loro preghiera e della loro vita ha dato origine ad espressioni di bellezza nel campo artistico e liturgico che risultano uniche. Come forse è unico anche il fatto che il priore che in prima persona sperimentò la forte consapevolezza della vocazione e della storia dell’Eremo e che precisò anche il volto di una comunità contraddistinta da tempi di solitudine e meditazione e di preghiera corale, fra Filippo degli Agazzari, fosse stato un narratore e, in primo luogo, un’artista. Attraverso l’arte egli ci ha testimoniato la sua conversione, il suo amore a Dio. Di questo ci ha voluto soprattutto parlare nelle storie degli Assempri e nell’originalità espressiva delle figurazioni e delle filigrane dell’Innario. Sembra certo infatti che fu proprio l’Agazzari ad ideare la creazione di corali miniati per la preghiera liturgica e, con larga probabilità, che sia stato egli stesso ad elaborare la struttura narrativa degli affreschi del portico, al suo libro di racconti si ispira inoltre una sezione delle immagini del chiostro. A lui è riconosciuta non solo la progettazione dell’intero impianto liturgico, teologico e iconografico dei primi Corali, ma è ad esso attribuita anche la realizzazione di tutte le filigrane del Corale più antico, l’Innario, della Libreria di Coro dell’Eremo. Un’opera, quest’ultima, alla quale i frati avevano poi continuato a lavorare, alcuni ancora come miniatori e scrittori, per tutto il secolo XV, realizzando un corpus di 21 volumi. È bello scoprire che questo amore per la bellezza vissuto nella preghiera, è poi il carattere forse più particolare in cui, nella storia di questo Eremo si è espressa una profonda comprensione dell’uomo ed un reale amore per il suo limite e nello stesso tempo per il suo desiderio di vita. Dalle testimonianze artistiche, che tra l’altro rimangono il documento più significativo della storia di Lecceto, dato che tutte le fonti storiche andarono di fatto perdute nell’incendio del 1554, emerge la portata e la sapienza che ha guidato questi eremiti e come questa sia per noi ancora fortemente viva e attuale. Nei corali soprattutto e nel loro ricco linguaggio iconografico e teologico è annunciato in immagini il mistero dell’esistenza umana. Formulando una sintesi nuovissima sul mondo e sulla vita dell’uomo, in essi, insieme alla presenza di Dio nella storia viene prefigurata e rivelata anche l’altrettanto insidiosa presenza del male nel mondo e l’uomo, colto nel suo mistero di essere posto tra questi due poli, in una lotta tra il bene e il male, è visto come colui che è posto anche nella possibilità di riportare nella creazione quell’ordine che il male ha interrotto. Dove riportare l’ordine nel cuore dell’uomo significa innazitutto pronunciare parole di verità sulla sua vita. Indicando che il senso e il destino della storia appartengono a Dio, al Suo progetto di salvezza, alla Sua volontà di bene per l’uomo, sempre, e alla Sua vittoria sul male e sulla morte. La lettura di questi dati, originali nelle loro forme espressive e nel linguaggio artistico ha fatto emergere la grandezza e la forza spirituale, densa di compassione per l’uomo, dell’esperienza di questi eremiti che hanno potuto riconoscere tutta la consistenza e il senso della loro preghiera solo nell’amore di Dio.

Per questo lavoro desideriamo ringraziare vivamente tutte le persone e gli amici che lo hanno permesso e aiutato. Ricordiamo con affetto il professor Fabio Bisogni, che diede preziose coordinate per iniziare. Ringraziamo per l’amicizia e la collaborazione la professoressa Grazia Vailati Waldenburg Schoenburg che ha integrato le pagine sulla Libreria di Coro, donandoci anche preziose didascalie delle miniature di Giovanni di Paolo, ed Elisa Catoni per il materiale sugli affreschi ed il confronto sui soggetti. Ringraziamo di cuore per le foto e l’amicizia Fausto Lucherini, che ha composto il repertorio degli affreschi e delle altre opere e luoghi dell’Eremo e Daniela Sbarro per altri particolari fotografici.

Poiché parte degli affreschi e delle opere d’arte più significative si trovano negli ambienti della clausura e per questo non sono visitabili, questo vuole essere anche uno strumento che permetta di far vedere, attraverso molte immagini, le testimonianze artistiche che attualmente non sono accessibili al pubblico oltre che, essendo la maggior parte della superficie affrescata molto rovinata, conservarne la memoria.

 

 

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